Home Stagione Teatrale DOMENICA 13 GENNAIO 2019 ORE 18.00

DOMENICA 13 GENNAIO 2019 ORE 18.00

I Teatrini

CON LA LUNA PER MANO 
la rivelazione delle piccole cose

con Ramona Carnevale e Marta Vedruccio
scene e oggetti di scena Monica Costigliola
luci Paco Summonte - suono Francesco Rispoli
collaborazione di Adele Amato de Serpis
elaborazione drammaturgica e regia Giovanna Facciolo

tecnica utilizzata: linguaggio non verbale e di immagine, teatro di corpi e oggetti in movimento
età consigliata 3-8 anni

https://www.youtube.com/watch?v=3SmOmP3chuA&list=PLB7D53CFA2A4529EA&index=10

dal progetto di Rosa Rongone e Ramona Carnevale per "Il Teatro dell'Immaginario per le nuove generazioni Percorsi d'Arte a Piazza Forcella"

È lo sguardo bambino con cui due personaggi teneri e stralunati si incontrano in uno spazio immaginario, dove una luna sfuggente e scherzosa si lascia afferrare come un palloncino per farsi amica e compagna di giochi. E tra un cuscino e una coperta, attorno a un magico baule, i nostri due personaggi, si aspettano e si scoprono quasi in punta di piedi. Due solitudini che si cercano e si trovano, per volare lontano e, insieme nel gioco, inventarsi piccoli universi, poetici e divertenti dove fondersi, dividersi, confondersi, allungarsi, sdoppiarsi, trasformarsi, e diventare altro da sé e sé insieme all’altro.

Piccoli universi abitati da mani, piedi, ombrelli, cappelli, forme e colori di semplici oggetti rubati al quotidiano e reinventati da insolite e divertite narrazioni. È il luogo dell’amico immaginario con cui creare e disfare mondi possibili dove gioco e poesia si fanno immagine e il disegno diventa realtà.

La musica sostiene il movimento ed evoca l’emozione. La parola è come un suono che ogni tanto prende forma, scherza col gesto e poi scompare.

La relazione tra adulto e bambino è spesso al centro di un divenire buffo e poetico dove segni e significati si rincorrono e si trasformano.

È un piccolo universo immaginifico, che parte dalla centralità del corpo come terreno di creazione e di visionarietà, per rivolgersi a quel pubblico che a partire dai piccolissimi, ha ancora bisogno di guardare la luna e tenerla per mano.